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Ancora crescendo, pur avendo mantenuto il piacere di scrivere, nulla di tutto questo accade più sui miei quaderni (eh si, mi piace ancora tanto scrivere a mano e non sul pc). Mi diverto però a cercare nel mio quotidiano la forma del cuore. Ce n’è uno piccolino che si è formato sul mio vecchio lavello di pietra. Uno che l’usura ha scavato sulla pietra che si trova davanti all’uscio di casa. A volta trovo un cuore quando taglio la verdura, o su una pozzanghera che si è formata a terra. A volte dentro la tazza della tisana dove l’acqua ha deciso di lasciarmi il suo segno.
Simboli, forme che sono, sin dai tempi antichi, una chiave di guarigione dell’anima; sono la possibilità di comprendere una realtà che va oltre la comprensione razionale. Un realtà che sottende alle forme. Simboli che si manifestano quando ne abbiamo bisogno, come un messaggero che si affaccia alluscio.
Quali simboli vedo? Che cosa rappresentano per me?
Il piano simbolico è quello dei significati, i simboli informano la materia. Tutti gli antichi sapevano benissimo che sotto la materia ci sono le forme e le forme sono universali e quindi valide per tutti, sono senza tempo e rappresentano il linguaggio dell’anima. Per me è stato molto interessante osservare quelle forme che da bambina e da adolescente si manifestavano nella mia vita. Così come è stato interessante osservare come sono evolute le forme a mano a mano che io, come essere umano, mi sono avvicinata a me stessa e al mio daimon (parlerò in un altro momento del daimon).
E allora inizia anche tu a divertirti osservando le forme, i simboli che maggiormente si manifestano nel tuo quotidiano ed ascolta di che cosa ti parlano, domandati che cosa rappresentano per te.
Nulla mai si manifesta a caso …